Tumore del pancreas: AIRC finanzia il progetto RESTORE del CNR-NANOTEC coordinato da Riccardo Rizzo
Grant Southern Italy Scholars (SIS) 2025

La Fondazione AIRC (Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro) ha assegnato al progetto RESTORE (Rewiring mechanosensitive secretion to reprogram PDAC stroma: targeting the AMPK-GBF1 Mechanotransduction Axis), coordinato dal Dr. Riccardo Rizzo Primo Ricercatore del CNR-NANOTEC di Lecce, uno dei grant Southern Italy Scholars (SIS) 2025, tra i programmi AIRC più competitivi dedicati al rafforzamento della ricerca oncologica nel Mezzogiorno. Il finanziamento, pari a quasi un milione di euro, sosterrà per cinque anni lo sviluppo di un nuovo approccio terapeutico contro il tumore del pancreas.

Il progetto verrà svolto presso il CNR-NANOTEC di Lecce in collaborazione con il consorzio TecnoMed Puglia costituito tra CNR e Università del Salento.

Il carcinoma duttale del pancreas è tra le neoplasie più aggressive: meno dell’8% dei pazienti sopravvive a cinque anni dalla diagnosi. Un ruolo centrale è svolto dallo stroma desmoplastico, un tessuto fibroso che può costituire fino al 90% della massa tumorale, ostacolando la penetrazione dei farmaci e favorendo un microambiente immunosoppressivo.

Gli approcci volti alla sua eliminazione hanno prodotto risultati deludenti e, in alcuni casi, un peggioramento della malattia. Da qui la necessità di un cambio di prospettiva: non distruggere lo stroma, ma comprenderne la biologia e riprogrammarne le funzioni.

Con RESTORE proponiamo un cambio di paradigma”, spiega Riccardo Rizzo. “L’obiettivo non è distruggere lo stroma, ma rieducare le cellule che lo compongono, trasformando un ostacolo terapeutico in una risorsa biologica.”

Alla base del progetto vi è una scoperta operata dal gruppo di ricerca guidato da Riccardo Rizzo, pubblicata nel 2025 su Advanced Science: la rigidità del tessuto tumorale non è un effetto passivo della malattia, ma un segnale biologico attivo che le cellule interpretano, attivando programmi che aumentano la produzione di proteine pro-fibrotiche.

Sono stati identificati interruttori molecolari che regolano questo processo: la loro modulazione controllata potrebbe ridurre l’accumulo di componenti fibrotiche, favorendo il rimodellamento dello stroma e rendendo il tumore più accessibile ai farmaci e alla risposta immunitaria.

Se l’ipotesi sarà confermata, potremo aprire nuove prospettive terapeutiche non solo per il tumore del pancreas, ma anche per altri tumori solidi caratterizzati da microambienti fibrotici”, aggiunge Riccardo Rizzo. “Questi interruttori potrebbero inoltre diventare biomarcatori utili per identificare i pazienti più responsivi.”

Il progetto RESTORE integra competenze di biologia cellulare e molecolare, nanotecnologie, meccano-biologia, immunologia e medicina traslazionale attraverso una rete interdisciplinare che coinvolge, oltre al gruppo di Rizzo, la Dr.ssa Francesca Gervaso (CNR-NANOTEC Lecce), la Dr.ssa Barbara Cortese (CNR-NANOTEC Roma), il Dr. Pietro Roversi (CNR-IBBA Milano), il Prof. Marcello Chieppa (Università del Salento) e il Prof. Vincenzo Corbo (Università di Verona).

Il sostegno di AIRC garantirà al gruppo di Riccardo Rizzo autonomia scientifica e continuità progettuale, integrando ricerca di base e approcci traslazionali.

“Il finanziamento del progetto RESTORE rappresenta un riconoscimento della qualità scientifica del CNR-NANOTEC e della capacità della ricerca pubblica italiana di competere a livello internazionale”, dichiara il Prof. Fabrizio Illuminati, Direttore dell’Istituto. “Il percorso del Dr. Riccardo Rizzo dimostra come il rientro di competenze altamente qualificate possa generare innovazione e nuove prospettive terapeutiche.”

“Questo risultato conferma il ruolo di TecnoMED Puglia come infrastruttura strategica per la medicina di precisione nel Mezzogiorno”, aggiunge il Prof. Giuseppe Gigli, Direttore Scientifico del Joint Center CNR–Università del Salento . “L’integrazione tra competenze interdisciplinari rafforza la capacità del territorio di contribuire alle reti internazionali della ricerca biomedica.”

Riccardo Rizzo (1984) è Primo Ricercatore presso il CNR-NANOTEC di Lecce, dove coordina il gruppo Membrane Trafficking and Disease Mechanism. Dopo la Laurea Magistrale in Biotecnologie Industriali all’Università del Salento, ha svolto attività di ricerca presso il Mario Negri Sud e successivamente al Telethon Institute of Genetics and Medicine (TIGEM), dove ha conseguito il dottorato in Life and Biomolecular Sciences nell’ambito della Open University (Regno Unito). Ha proseguito la sua attività scientifica presso istituti del CNR a Napoli prima del rientro in Puglia nel 2020.

La sua ricerca si concentra sui meccanismi cellulari e molecolari che regolano l’interazione tra cellule e microambiente nella progressione delle malattie oncologiche.

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