Mission e Storia

L’istituto di Nanotecnologia CNR-NANOTEC, articolato su quattro sedi operative a Lecce, Bari, Roma e Rende (CS), ha come missione principale lo sviluppo di nuovi concetti, dispositivi e applicazioni basati su approcci nanotecnologici bottom-up (self assembling e ingegneria molecolare di molecole organiche, polimeri e biomolecole) e top-down (nanotecnologie/litografie di ultima generazione applicate a materiali semiconduttori). Particolare rilievo ha lo studio e la fabbricazione di nuovi nanomateriali e dispositivi con prestazioni oltre lo stato dell’arte, l’investigazione e manipolazione della soft matter e della materia biologica, lo studio dei fondamenti della chimica e fisica dei plasmi (a partire dalla determinazine dei dati dinamici  dei processi elementari e dal calcolo delle distribuzioni fuori dall’equilibrio) e lo sviluppo di nuove metodologie basate su plasmi per applicazioni in settori quali l’ambiente, l’energia, le scienze della vita, l’aerospazio, i beni culturali. Tra le principali linee di ricerca si evidenziano:

1) progettazione e sintesi di nanoparticelle colloidali nanostrutturate per applicazioni nel settore della catalisi, del rilascio controllato di farmaci (drug delivery),  del fotovoltaico e dell’illuminazione OLED di nuova generazione;

2) progettazione e sintesi di nuovi materiali 2D quali Grafene e MoS per applicazioni in elettronica ed optoelettronica;

3) sviluppo di nuove generazioni di computer ultraveloci e sistemi  trasmissione di dati criptati mediante spintronica e polaritonica;

4) fabbricazione di lab-on-a chip (LoCs) per diagnostica e terapia point of care;

5) biologia sintetica e bio-reattori per la fabbricazione di nuovi materiali e sistemi biocompatibili con funzionalità predeterminate;

6) plasmi per applicazioni spaziali ed energetiche (propulsione elettrica per microsatelliti e combustione assistita da plasma)

CNR-NANOTEC è un istituto di ricerca multidisciplinare dotato di facilities distribuite sulle quattro sedi e, in particolare, di una grande infrastruttura comprendente circa 12000 mq di laboratori e clean rooms presso la sede di Lecce, ove sono impegnati oltre 200 ricercatori con competenze in fisica, chimica, biologia, medicina ed ingegneria. Obiettivo di CNR-NANOTEC è coinvolgere i migliori cervelli e scienziati che lavorano all’estero attraverso una politica di gestione delle risorse strumentali aperta a progettualità esterne e a collaborazioni con i migliori centri di ricerca internazionali.  Particolare rilievo è dato ai processi di trasferimento tecnologico e all’innovazione, mediante una politica di forte interazione con il tessuto industriale e con i fondi di Venture Capital, ed anche alla generazione di start up e spin-off. In tale contesto, CNR-NANOTEC vanta diverse collaborazioni e convenzioni con prestigiosi centri di ricerca internazionali, tra i quali la Molecular Foundry dell’Università di Berkeley, l’Imperial College di Londra, l’Università di Cambridge e l’Università di Oxford, l’Institute for Problems in Mechanics dell’Accademia delle Scienze di Russia, il Wright Patterson U.S. Air Force Research Laboratory, il Laboratoire des Sciences des Procédés et des Matériaux (LSPM) del CNRS, il Max Planck Institute for Plasma Physics, the Technical Chemistry Group of the University of Duisburg-ESSEN, il Department of Mathematics and Mechanics della Saint Petersburg State University e diverse collaborazioni con imprese quali ST Microelectronics, Engineering Ingegneria Informatica SpA e Bosch, SITAEL spa anche intraprese attraverso lo scambio di ricercatori e studenti. Infine Nanotec vanta collaborazioni intense e produttive con il DTA e con il DHITECH della Regione Puglia.

A corredo della vasta attività di ricerca e trasferimento tecnologico, CNR-NANOTEC volge anche particolare attenzione alla divulgazione, comunicazione e trasferimento di know-how con l’intento di contribuire a creare un ambiente favorevole alla diffusione del sapere scientifico e “creare valore attraverso le conoscenze generate dalla ricerca”.

Un chiaro riconoscimento della qualità della ricerca intrapresa in seno a CNR-NANOTEC, è certamente il prestigioso finanziamento ottenuto dallo European Research Council (ERC) che sostiene le migliori idee di ricerca del continente europeo.

Latest News

  • Scholar-in-Training Award dell’AACR a Marta Cavo

    Lecce, 15/01/2020
    Marta Cavo, giovane assegnista di ricerca ERC all’istituto di Nanotecnologia del CNR di Lecce, si è aggiudicata lo “Scholar-in-Training Award” (USD $625) dell’American Association for Cancer Research (AACR). La selezione premia la sua partecipazione alla conferenza internazionale “The Evolving Landscape of Cancer Modeling”, organizzata dall’American Association for Cancer Research (AACR), che si terrà nei giorni 2-5 Marzo 2020 a San Diego, California, dove presenterà il lavoro  “Quantifying stroma-tumor cell interactions in three-dimensional cell culture systems” . (altro…)
  • I° meeting TecnoMed Puglia

    Lecce, 05 dicembre 2019 – Aula Rita Levi Montalcini – CNR NANOTEC Lecce

    Si terrà domani, giovedì 05 dicembre, con inizio alle ore 14.00 presso l’aula Rita Levi Montalcini del Cnr Nanotec, il “I° meeting TecnoMed Puglia: Tecnopolo per la medicina di precisione“. Il meeting mira a fare il punto sulle attività programmate, sullo stato di avanzamento e sugli highlights.

    Puoi scaricare la locandina da qui

  • Jam session Nanotec… note di scienza su scala nanometrica

    Lecce, 27 settembre 2019 – ex monastero degli Olivetani   “CAR-T: l’alba di una nuova era” con: Attilio Guarini (IRCCS Istituto Tumori “Giovanni Paolo II” di Bari) introduce e modera: Marco Ferrazzoli (Ufficio Stampa CNR Roma) a cura di: Gabriella Zammillo  

    Le CAR-T (Chimeric Antigens Receptor Cells-T) sono cellule modificate in laboratorio a partire dai linfociti T. Rappresentano una nuova strategia di cura che sfrutta il sistema immunitario per combattere alcuni tipi di tumore come linfomi aggressivi a grandi cellule e leucemie linfoblastiche acute a cellule B. Il prof Attilio Guarini, ematologo all’Istituto tumori Giovanni Paolo II di Bari, le definisce la “vis sanatrix naturae della antica medicina salernitana”, trattandosi del potenziamento dell’attività citotossica dei linfociti del paziente opportunamente ingegnerizzati per riconoscere e contrastare alcuni tipi di cellule tumorali.

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